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La creatività nella pubblicità: un atto di pura espressione
Il nostro racconto, come tutti i racconti che si rispettino, inizia con “C’era una volta”.
C’era una volta, prima del 21 febbraio 2020, il settore dell’editoria online che si apprestava ad entrare nel pieno di questo meraviglioso anno (il 2020).
Un anno fatto di avvenimenti importantissimi: Sanremo (Te lo ricordi Bugo?), i vari saloni dedicati all'Automotive, il classico Salone del Mobile, i tanto attesi Europei senza fissa dimora, le Olimpiadi, la moto GP, i vari festival del Cinema e della Musica, Parma Capitale della Cultura e la tanto attesa maturità 2020. Eventi che hanno lasciato il posto a problemi ben più urgenti e complessi, purtroppo.
Il racconto prende vita e dà spazio a date che creano un fil rouge che difficilmente dimenticheremo: 21 febbraio scoppiano i primi casi di Covid-19 a Codogno, l’8 marzo chiude la Lombardia, a seguire tutta l’Italia. Si parla di lockdown e di #iorestoacasa. Il 3 aprile, prima data di fine lockdown, 13 aprile secondo rinvio, 4 maggio terzo e ultimo rinvio. Ora, abbiamo ritrovato una pseudo-normalità.
Se nel lasso temporale che intercorre le date comprese tra il 21 febbraio e il 7 marzo ha regnato “la teoria del cugino scemo”, citazione alla Alessandro Cattelan (ovvero quel cugino/amico che condivide, in gruppi WhatsApp e sui social gli articoli irriverenti e ironici del FATTO QUOTIDAINO), dall’8 marzo la paura ha preso il sopravvento un po’ su tutti e in molti si sono chiesti che cosa stesse succedendo sul fronte della salute prima e sul fronte economico italiano dopo.

Cosa è accaduto nel frattempo nel mondo dell’Editoria Online?


Per una visione più chiara e sicuramente scientifica, guardiamo insieme i dati rilasciati da Audiweb.
Settimana 9 -15 marzo vs 2 – 8 marzo: si evidenzia un + 19% sul totale per i marchi registrati (vedi immagine, sotto).

[caption id="attachment_58567" align="alignnone" width="300"] Dati AudiWeb[/caption]

Sì, ma 19% cosa vuol dire? Eccovi la risposta:
Il Corriere della Sera, nelle settimane precedenti al virus, ovvero dal 16 gennaio al 20 febbraio aveva una media settimanale di 14.000.000 utenti unici, nel periodo analizzato gli utenti unici toccano circa quota 26.000.000
Nello specifico, i marchi degli editori iscritti e raggruppati nella categoria News & Information hanno registrato in media un’audience in aumento del 26,7%, con un +31,6% per la sottocategoria Current Event & Global News.
Incrociando le date indicate sopra, questa data possiamo indicarla come il picco massimo raggiunto, in cui gli italiani hanno bisogno di “ricevere” informazioni sui diversi provvedimenti attuati dal Governo (quante autocertificazioni avete stampato?) e sulla reale pericolosità del virus. Il dato si assesta nella settimana che va dal 16 marzo al 22 marzo in cui il dato del 26,7% sulla settimana precedente arriva in questo periodo ad un +5,5%, ma si nota un interesse trasversale verso “cosa posso fare chiuso in casa” e quindi via all'informazione multicanale. Dato che man mano va a consolidarsi sempre di più, fino al ritorno alla pseudo normalità (date del 18 e del 25 maggio).
E i grandi player in termini di investimenti pubblicitari cosa hanno fatto, hanno intensificato le loro campagne?
Se da un lato qualcuno ha voluto intensificare gli investimenti, la stragrande maggioranza ha preferito bloccare tutto e aspettare.
Quindi, l’editoria online si è trovata in questa posizione: milioni di utenti attivi pronti ad informarsi sui principali notiziari italiani (Il Corriere della Sera, Repubblica e Fanpage.it in primis) dall’altro abbiamo la voce ricavi ferma sul “see you later”.
Ad esempio Rcs MediaGroup chiude il primo trimestre del 2020 in flessione del 16,9%, come potete vedere qui, dato che conferma il trend del mercato, si vocifera – 20% sul trimestre 2019.

Quale sarà il futuro dell’Editoria Online?


Difficile fare previsioni sul futuro in termini di fatturato; si va incontro all'estate e mai come quest’anno sarà un’estate insolita sotto diversi punti di vista, basti pensare che questo periodo è sempre stato contraddistinto da un flesso in termini di investimenti legati alla poca utenza online.
Senza dimenticare che la maggior parte degli eventi come quelli citati sopra, ma anche di minor importanza (es concerti) sono stati tutti posticipati al 2021 e sul Calcio nostrano ci sono solo ed esclusivamente ipotesi.
Il fatto di differenziare i formati pubblicitari sull'editoria online non è molto semplice, soprattutto in Italia.
Il futuro è sì incerto, ma rimanere fermi e aspettare che gli altri si muovano non è di certo la soluzione: questo periodo ci ha insegnato che la qualità delle fonti, la multicanalità e l’innovazione (Dio Benedica i podcast) possono dare un contributo importante alla società! E anche agli utenti definiti cugini scemi!