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Come adattarsi ai tempi del Covid-19: le PMI, il digital marketing e un target annoiato
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Come adattarsi ai tempi del Covid-19: le PMI, il digital marketing e un target annoiato
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Organic & Paid: quando la combinazione diventa sinergica
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La creatività nella pubblicità: un atto di pura espressione
Il 2019 e il 2020 sono anni che sicuramente rimarranno nei libri di storia. Tristemente famosi per la diffusione dell’ormai noto e tanto temuto Covid-19, la pandemia è ormai affare di tutto il globo.
Durante la fase 1, per la sicurezza di tutti, sono state cancellate fiere, eventi, convegni e ogni tipo di riunione che prevedesse un coinvolgimento fisico tra persone. “Tutti a casa”! è ciò che si ripeteva, giustamente, nei mesi di marzo e aprile in tutta Europa. Con buona pace agli incontri commerciali di ciascuno di noi.
L’isolamento sociale ha poi imposto un nuovo tipo di quotidianità e anche gli italiani hanno cercato in ogni modo di reinventarsi e tenersi occupati. Il modo più semplice e a portata di mano è stato smanettare con il cellulare. Così, mentre alcune PMI hanno gridato alla crisi, altre hanno invece cercato di adattarsi studiando la nuova situazione.

Come hanno reagito le PMI al Covid19?


In tempi di Covid-19, le aziende che tendono a ridurre gli investimenti destinati al marketing digitale sono tante. Tuttavia, occorre riflettere bene prima di operare tale scelta poiché oggi il web rappresenta non solo uno dei pochi modi per arrivare alla clientela, ma anche il più efficace, veloce e immediato.
In virtù di quanto detto prima, la rete è diventata per le PMI la strada principale da intraprendere per intercettare il target, più sensibile perché si trova nella quiete di casa sua e, annoiandosi, è più propenso a navigare in rete e finire ad acquistare qualche prodotto pubblicizzato con inserzioni a lui dedicate.
Durante questo momento così delicato, risulta strategico per le PMI mantenere un posto nella mente del consumatore fornendogli, per quanto possibile, informazioni, empatia e rassicurazioni sull’emergenza in corso. Questo, infatti, consente alle aziende non solo di affermare la propria leadership nel settore di riferimento e mostrare ai consumatori una solida immagine, ma anche di guadagnare vantaggio competitivo rispetto a chi sta riducendo i propri investimenti pubblicitari.
«Nonostante il Covid a marzo ho fatturato 5,3 milioni di euro». Parole piene di orgoglio quelle rilasciate da Cristina Fogazzi, in arte Estetista Cinica, al Fatto Quotidiano.
La beauty influencer italiana più famosa del web ha raccontato in un'intervista di come non si sia lasciata abbattere dalla situazione e abbia riorganizzato il suo lavoro sul web incassando, in soli quattro mesi, 13 milioni di euro. Una presenza, la sua, che c’è sempre stata: Cristina non ha mai avuto paura di mostrarsi sui social, condividendo le sue emozioni e sensazioni per ciò che stava accadendo.
E così, non solo l’Estetista Cinica ma anche molte PMI si adattano e per sopravvivere si reinventano usando l’online: dalla creazione di semplici siti web, alla pagina Facebook per tenere i contatti; dai podcast con lezioni in pillole per tenere compagnia, allo smartworking; dalle videoconferenze su piattaforme sempre più performanti, alle dirette live con invito e partecipazione dell’esperto di turno. Tutto pur di intrattenere il proprio pubblico e, in molti casi, questa strategia adottata sembra essere la scelta vincente.
Ne è un esempio un piccolo fruttivendolo di Seregno, ridente cittadina della Brianza, che per reagire alla situazione COVID-19 ha aperto una sua pagina Facebook pubblicando contenuti informativi di varia natura. I post sono dedicati alla frutta e verdura di stagione, con suggerimenti su come cucinare al meglio gli ortaggi e sfruttare al meglio ogni loro singola parte. Inoltre, vengono sponsorizzati (al fine di raggiungere più persone possibili) quei post in cui il fruttivendolo sottolinea il servizio che offre ai suoi cittadini, ovvero la consegna a domicilio.

Aiuti ed incentivi dello Stato per la digitalizzazione delle imprese


Nel 2020, la possibilità di comunicare e fare impresa online è essenziale per un paese. Anche lo Stato italiano ha preso a cuore l’obiettivo e si è mosso proponendo numerosi incentivi fiscali. Gli incentivi alla digitalizzazione sostengono le piccole e medie imprese o le start-up. Si tratta di bandi proposti dal governo sia a livello nazionale che a livello locale. Gli incentivi alla digitalizzazione sono degli aiuti finanziari che riguardano la riduzione di tasse per alcune aziende o agevolazioni lavorative nel caso in cui un’azienda voglia digitalizzare la propria presenza online. Gli incentivi per la digitalizzazione sono quindi delle risorse economiche messe a disposizione di aziende interessate a modernizzare la propria presenza online ed espandere il proprio raggio di azione grazie al web. Qui maggiori informazioni.
L’obiettivo è, all'apparenza, semplice: creare lavoro e generare ricchezza.