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Il decollo dell’e-commerce e la nuova normalità post pandemia
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Il decollo dell’e-commerce e la nuova normalità post pandemia
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Organic & Paid: quando la combinazione diventa sinergica
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La creatività nella pubblicità: un atto di pura espressione
Pizza Hut aprì il suo primo negozio online nel lontano 1994, a soli tre anni dall’apertura di Internet alle attività commerciali, e Netscape, primo web browser della storia, introdusse la crittatura SSL per il trasferimento dei dati in rete, divenuta essenziale per gli acquisti online. Sempre nel ’94 la tedesca Intershop lanciò il suo primo sistema di acquisti in linea. Nel 1995 arriva Amazon e nel 1996 vede la luce eBay. Il resto è storia.
E in Italia? Il 3 giugno del 1998 fu fatto il primo acquisto online da IBS.it che era online da appena 35 minuti.
Sembra passato un secolo da quelle date ma mai come ora l’e-commerce sta vivendo un periodo a dir poco frenetico e un’impennata esponenziale. Ma cosa succederà tra un po’? Si tratta di un fenomeno temporaneo?

La nuova era post-Covid19


Prevedere esattamente ciò che avverrà dopo il passaggio del Covid-19 è molto difficile. C’è però un’altissima probabilità che l’e-commerce possa continuare a svilupparsi anche dopo l’emergenza, fino a diventare una realtà sempre più stabile e diffusa nelle abitudini dei consumatori. L’emergenza da coronavirus, infatti, ha accelerato un trend già in atto, portando moltissime aziende a rivedere le proprie scelte di marketing e ad addentrarsi nel mondo dell’e-commerce, ma soprattutto modificando la mentalità di tutte quelle persone da sempre poco avvezze agli acquisti online. In questo periodo così difficile e complicato, infatti, possiamo davvero contare sulle dita di una mano coloro che non hanno fatto nessun tipo di acquisto online e, ancora meno, chi non si è fatto neppure un giro sui tanti shop online disponibili e a comoda portata di click.
Guardando al futuro, quindi, tutti i marketer dovranno prendere in considerazione e valutare l’ipotesi di una nuova quotidianità che comprenda nuove abitudini dei consumatori, acquisite in questi mesi di emergenza, e che magari prenderanno il sopravvento su ciò che era normale fino all’anno scorso.
Le aziende che, in questo momento, stanno sviluppando una strategia digitale che permetta loro di sopravvivere a questo periodo critico, di connettersi con una nuova audience e di creare relazioni più salde per il futuro che pian piano sta prendendo forma, potranno ottenere un vantaggio rispetto a quelle che, al contrario, hanno reagito e continuano a tenere un atteggiamento passivo nei confronti del mondo e-commerce.

La cross-canalità salverà il mondo?


Tale vantaggio, infatti, viene ora mantenuto (in periodo post pandemia) da tutte quelle realtà che hanno saputo gestire l’e-commerce in maniera efficace e l’hanno saputo integrare con il canale offline, secondo una logica di cross-canalità. Probabilmente una logica di questo tipo, che presuppone un approccio multicanale al fine di offrire una customer experience migliore, si è radicalmente diffusa. Alcuni esempi sono coinvolgere i consumatori nei social media per reindirizzare il traffico nel sito web, oppure i servizi click&collect, che prevedono di effettuare l’ordine online e ritirare in negozio, o le pubblicità geo-localizzate e via discorrendo.
Quali sono i vantaggi di un tipo di strategia cross-channel? Una strategia cross-channel ben implementata permette ai consumatori di condurre l’esperienza di acquisto tra i diversi canali gestiti dall’azienda, in maniera ininterrotta. Inoltre, è in grado di aumentare la percezione di qualità dei propri servizi e dei propri beni di consumo, di ottimizzare tempi e costi di gestione, di venire incontro alle esigenze del consumer.
Ad esempio, alcune piccole realtà operanti nel settore alimentare che in questo periodo hanno attivato servizi commerciali online, potrebbero aver conquistato una nuova clientela che, in futuro, potrebbe continuare a rimanere fedele al negozio fisico, abbandonando quello abituale. Per molti clienti che hanno acquistato online per la prima volta, o usufruito di servizi click&collect (ne parlavamo anche prima) cioè di acquisto online e di successivo ritiro presso il punto vendita, tutto ciò potrebbe diventare una buona abitudine. Chissà che non diventi la normalità tra qualche anno o, forse, anche tra qualche mese.
C’è da dire che stiamo vivendo un periodo di assoluta incertezza: incerti sono anche i pareri che non possono essere definitivi. Vivere per vedere.
Si pensa che un approccio di questo genere non sia la soluzione alla crisi che stiamo vivendo, ma sicuramente potrebbe rivelarsi uno stratagemma utile e tattico, dal momento che permette a moltissime aziende di avvicinarsi alle persone e di accogliere i cambiamenti nei sentimenti e nelle azioni dei consumatori italiani.