;
Mates4Digital
Blog
#Stopthehateforprofit: ecco perché i brand tagliano gli investimenti paid
Blog
#Stopthehateforprofit: ecco perché i brand tagliano gli investimenti paid
Blog
Organic & Paid: quando la combinazione diventa sinergica
Blog
La creatività nella pubblicità: un atto di pura espressione

L’era dell’odio social


Lo scorso giugno l’Anti-Defamation League lancia la campagna social #Stopthehateforprofit, in accordo a Color of Change, Common Sense Media, Free Press, NAACP e Sleeping Giants, le principali associazioni americane non governative a tutela dei diritti umani e civili.

Una moltitudine di multinazionali risponde immediatamente, aderendo all’iniziativa con forza. Stop agli investimenti pubblicitari su Facebook e Instagram; le piattaforme social in questione devono prendere provvedimenti nell’immediato nei confronti degli utenti che inneggiano a odio, razzismo e discriminazione.

Perché una multinazionale dovrebbe oggi preoccuparsi di quello che si dice sui social?


Le aziende seguono le persone da sempre, con i mezzi offerti dal periodo storico e nei luoghi dove le persone sono abituate a sostare o a intrattenersi per un certo lasso di tempo. L’obiettivo è da sempre lo stesso: comunicare e vendere i propri prodotti e/o servizi. Come? Con la pubblicità.

Ma la pubblicità e la sua fruizione sono cambiati radicalmente nel corso degli anni, così com’è cambiato il comportamento delle persone; ripercorrere per un attimo la sua evoluzione aiuta a meglio comprendere gli accadimenti odierni.

Nella seconda metà dell’Ottocento arrivano i quotidiani, densi di inserzioni pubblicitarie; i manifesti seguono poco dopo migliorando la velocità di ingaggio e riuscendo a catturare l’attenzione delle persone perché densi di colore, immagini e parole; la televisione, dalla seconda metà del 20esimo secolo, spiazza completamente il mercato e si attesta come veicolo assoluto pubblicitario ( il primo spot nel 1941, della durata di 10 secondi, vede un’emittente locale della NBC pubblicizzare un orologio della Bulova).

È un modello pubblicitario che funziona perché la pubblicità viaggia su un canale a senso unico e qualunque messaggio passa dall’azienda alle persone senza che queste possano interagire, reagire o dibattere pubblicamente; le persone hanno un solo potere, quello di osservare e scegliere cosa desiderano comprare e da cosa vogliono farsi abbagliare.

Fermati un secondo, esattamente a questo punto, ti sembra ancora così?

È l’anno zero, gli inafferrabili 2000, l’avvento delle piattaforme social; luoghi dove le persone possono interagire tra loro, connettersi e comunicare; Facebook nel 2004, poco prima Linkedin, 2002, Twitter nel 2006 e Instagram nel 2010. Luoghi dove chiaramente le aziende si apprestano a presiedere perché nuovo e rivoluzionario canale di comunicazione.

Ma l’approccio è completamente diverso; in questi luoghi il confine tra pubblicità e reazione delle persone si fa sottile, la reazione diventa pubblica quanto la pubblicità stessa e compartecipa ai suoi risultati.

È esattamente questo cambio di paradigma che spiega il motivo per cui le aziende devono prestare particolare attenzione alle persone che raggiungono, intercettare le persone sbagliate può essere fortemente distruttivo.

L’unica soluzione: costruire una comunità di persone valide intorno al proprio brand


“Nel bene o nel male, purché se ne parli”, è un detto che continua a funzionare. Ma in questo periodo storico è un proverbio che ha bisogno di essere integrato: “bene che ne parlino, bene o male, ma che ne parlino le persone giuste”. Le piattaforme social dove si concentrano i più importanti investimenti pubblicitari non possono essere popolate da utenti indisturbati che diffondono messaggi razzisti, discriminatori e contrari ai valori umani e civili; un brand non può permettersi di macchiare la propria immagine e di vedere questi messaggi fondersi e confondersi con la propria comunicazione; i danni sarebbero spropositati.

La soluzione è a un passo da qui.

È importante precisare un aspetto importante: le multinazionali che hanno scelto di aderire alla campagna #Stopthehateforprofit hanno preso posizione, bloccati tutti gli investimenti pubblicitari attraverso la promozione a pagamento di Facebook Advertising, ma non hanno abbandonato le piattaforme social in questione e non hanno dismesso gli investimenti in campagne pubblicitarie organiche. Cosa vuol dire?

  • Vuol dire raggiungere, organicamente, la propria comunità;

  • vuol dire pubblicare messaggi pubblicitari senza investire nella loro divulgazione ma lasciando solo ai propri fan follower acquisiti la diffusione del verbo;

  • Vuol dire affidare organicamente la propria comunicazione a canali social validi, in target con il proprio business e che parlano alle persone giuste, persone che le aziende saranno felici di accogliere come nuovi clienti.


Almeno fino a quando le piattaforme social che popoliamo non saranno in grado di definire la giusta netiquette, migliorare la capacità di discriminare i contenuti e bloccare quanto avverso ai diritti fondamentali; fino a quando non saranno in grado di consegnare alle persone, e alle aziende, piattaforme di connessione che fanno quello che promettevano: connettere il mondo e migliorarlo.

Di seguito la lista completa delle multinazionali che hanno aderito all’iniziativa, lista in costante aggiornamento.

  1. Adidas

  2. American Honda

  3. Arc’teryx

  4. Beam Suntory

  5. Ben & Jerry’s

  6. Birchbox

  7. Campbell Soup Company

  8. Chipotle

  9. Chobani

  10. The Clorox Company

  11. Coca Cola

  12. Conagra Brands

  13. Consumer Reports

  14. Danone

  15. Denny’s

  16. Diageo

  17. Eddie Bauer

  18. Edgewell Personal Care

  19. Ford

  20. Habitat for Humanity

  21. The Hershey Company

  22. HP

  23. JanSport

  24. Kimberly-Clark

  25. Kind Snacks

  26. The Lego Group

  27. Levi Strauss & Co

  28. Lululemon

  29. Magnolia Pictures

  30. The North Face

  31. Patagonia

  32. Patreon

  33. Pfizer

  34. Puma

  35. Rakuten Viber

  36. REI

  37. SAP

  38. Starbucks

  39. Target

  40. Unilever

  41. Upwork

  42. Vans

  43. Verizon

  44. White Castle

  45. White Claw Hard Seltzerr