;
Mates4Digital
Blog
La creatività nella pubblicità: un atto di pura espressione
Blog
La creatività nella pubblicità: un atto di pura espressione
Blog
Organic & Paid: quando la combinazione diventa sinergica
Blog
L’importanza di ascoltare gli utenti per trasformarli in potenziali prospect
Un’intuizione, generata da un impulso, innesca nella mente un atto creativo. La creatività risiede nella nostra mente, una stanza ricca di colori, pensieri, espressioni di noi stessi e visioni del mondo.
Tutto parte dal contesto sociale in cui si vive, un ambiente stimolante favorisce l’atto creativo e consente di dare diverse interpretazioni del mondo circostante. Il nostro cervello, infatti, è composto da due emisferi: il sinistro caratterizzato dalla logica e dalla razionalità, che utilizza un approccio logico analitico. L’emisfero destro, invece, è caratterizzato dalla creatività, che si attiva spontaneamente e fuoriesce come un fiume in piena.

I bambini sono l’esempio più emblematico, il loro approccio al mondo è naturale, spontaneo e disinteressato, con una prodigiosa capacità di immaginazione. Crescendo non tutti coltivano al meglio il pensiero creativo, poiché troppo abituati ad essere logici e razionali.

Armando Testa: l’uomo che trasformò la pubblicità in arte


“Sono nato povero ma moderno”, così amava dire Armando Testa, l’artista e pubblicitario torinese che ha plasmato il nostro immaginario pubblicitario.
Un’adolescenza passata a impaginare e a rilegare libri di arte spalanca la mente creativa del genio, facendogli sbocciare così un irrefrenabile passione per l’arte e la pubblicità. Nel 1946 fonda a Torino la sua agenzia pubblicitaria, leder nel mondo della pubblicità, che tutt’oggi onora il lavoro del fondatore.
Armando Testa, in un periodo storico in cui l’Italia si avviava verso l’industrializzazione, sceglie l’assurdo per comunicare un pensiero più profondo e intrinseco di logica e razionalità. Ippopotami azzurri, poltrone rivestite di prosciutto, piramidi egizie di formaggio, Carmencita e Caballero, la sua visione del mondo ironica e incantata ha fatto sì che i suoi progetti pubblicitari diventassero delle vere e proprie opere d’arte, senza logica e permeati di emozioni.
Armando Testa ha avviato la pubblicità italiana, con un approccio artistico che parte da un impulso creativo e fuoriesce attraverso un’immagine per destare emozione.
Con l’avvento del digital e dei social media il modo di fare pubblicità è cambiato drasticamente, puntando le basi sulla dinamicità, sulla velocità di visualizzazione che possa attrarre in un lasso di tempo molto breve.



“I tre cuori” di Oliviero Toscani mette in luce il problema del razzismo e delle discriminazioni di genere. Attraverso il brand Benetton riesce a stigmatizzare la differenza inesistente tra razze e punta a sdoganare il concetto della “bella pubblicità”. Il processo creativo è geniale, scegliere di puntare su un tema così delicato e profondo, partendo dalla semplicità e purezza della natura umana. Inoltre, per questa pubblicità non serve un copy specifico, a parlare è soltanto l’immagine.



Questa pubblicità è stata lanciata sui social da McDonald’s per promuovere il lancio della nuova App sul mobile in cui realizzare gli ordini. Il processo creativo è molto semplice ed incisivo, un oggetto riconoscibile come l’phone è predisposto in modo da formare un hamburger. Questa pubblicità è adatta per il momento dell'utilizzo ma non rimane nel tempo.

Gli occhiali dalle mille lenti


La creatività non è legata soltanto al mondo dell’arte, della musica e del design, ma comprende qualsiasi ambito accademico e professionale. Associare un processo creativo soltanto ad un’opera d’arte è sbagliato, la creatività consente, in un primo momento, la comprensione e la percezione della pulsione sociale, captandone i vuoti; in un secondo momento consente che quel vuoto venga riempito con un’innovazione.

La creatività è la risoluzione dei problemi con rilevanza e innovazione, essere visionari, infatti, permette di guardare al futuro, pur mantenendo i piedi ben saldi nel presente. Indossare un paio di occhiali dalle mille lenti, che permettono di sezionare la realtà e di rappresentarla attraverso diverse forme per raggiungere quel grado di unicità o originalità che quell’approccio possiede. Per le aziende oggi è fondamentale innovarsi per andare avanti e riuscire a trovare nuovi metodi e approcci per poter affrontare nuove sfide e problemi complessi.

Riuscire ad essere creativi è molto complicato, quasi tutti noi da piccoli siamo considerati dei “geni creativi”, in grado di vedere un oggetto ed utilizzarlo in molteplici modi. Ma ciò che frena la nostra fervente creatività infantile è la ideologia educativa imposta dalla società, a scuola ti insegnano che la penna serve per scrivere e non per disegnare, i genitori insegnano che una bottiglia serve per contenere dei liquidi e non come cannocchiale per scorgere l’orizzonte. Riuscire a comprendere il significato ed il significante degli oggetti consente di guardarli con un occhio più critico, di scomporli e di ricomporli attraverso un’intuizione creativa con significati differenti.

Cresciamo e ci adattiamo ad una società che ci impone di non essere noi stessi, osserviamo un mondo che muta e cerchiamo di cambiarlo in un modo che non è il nostro, facendoci contaminare da fattori sociali, educativi ed organizzativi che frenano la nostra creatività. Apriamo gli occhi e diamo al mondo quel pizzico di magia che consente di andare oltre.