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Organic & Paid: quando la combinazione diventa sinergica
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Organic & Paid: quando la combinazione diventa sinergica
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La creatività nella pubblicità: un atto di pura espressione
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L’importanza di ascoltare gli utenti per trasformarli in potenziali prospect
ROI, ROAS e Breakeven sono le parole chiave che ogni marketing manager/azienda deve tenere bene a mente quando decide di investire, soprattutto in inserzioni pubblicitarie. Non sempre però le strategie messe in atto, conducono ad un risultato. Perché?Le risposte potrebbero essere più di una:

  • Il target non è quello corretto.

  • Il target è aggredito da molti competitor e quindi la vostra inserzione raggiunge poche persone.

  • Il prodotto/servizio non è valido.

  • Le creatività ed il tono di voce non sono adatti al target.


Prima di scendere nel concreto e affrontare l’aspetto tecnico della strategia, vi vogliamo invitare a riflettere su un aspetto e a provare a rispondere ad alcune domande, che stanno alla base del nostro metodo e che oggi vogliamo spiegarvi: in quali ambienti conversa il pubblico che vogliamo raggiungere, quindi dove lo raggiungiamo? Quali sono i suoi interessi? Soprattutto, di chi si fida il pubblico che vogliamo raggiungere?

Partendo da questo, vi invitiamo a riflettere come le campagne di influencer/micro-influencer e advocate marketing negli ultimi anni incominciano ad essere parti importanti dei piani strategici dei brand che vendono prodotti o servizi. Una cosa è certa, il word of mouth è un’arma potente e apre le porte a quelle che sono le strategie complementari da utilizzare per aumentare la propria presenza nel mercato di riferimento.

Nel corso degli anni, abbiamo supportato diversi brand nei progetti di comunicazione e advocate marketing per canalizzare prodotti e servizi all’interno di community o attraverso influencer e micro-influencer, con obiettivi sia di awareness che di sellout. Durante questo percorso ci siamo però resi conto che le attività svolte portavano sì ad ottimi risultati, ma potevano nettamente essere migliorate. Analizzando i dati quali reach, CTR e conversion rate ci siamo posti una domanda: ma se abbiamo raggiunto il 15% di conversione sui dati generati, il restante 85% che fine ha fatto? Ora, vi rendete conto che nonostante i risultati siano ottimi e probabilmente in over-performance rispetto a ciò che era stato stimato, la percentuale che abbiamo indicato rappresenta un altissimo potenziale perché è composto da utenti che non hanno risposto alla call to action e quindi potenzialmente interessati. Qualcuno potrebbe non essere d’accordo asserendo al fatto che se hanno abbandonato il funnel, probabilmente non erano interessati. Vero ma in parte, perché questi utenti potrebbero aver abbandonato per altri motivi, per esempio impossibilità a completare l’azione in quel momento.

Quindi, l’ulteriore domanda che ci siamo posti è stata quella di capire come intercettare nuovamente questi utenti affinché fosse possibile riproporre loro il nostro prodotto/servizio/brand da promuovere. Facciamo pubblicare loro altri contenuti? No, abbiamo esaurito il budget e quello a disposizione del brand non è sufficiente per coprire i costi di riattivazione dei canali.

A quel punto, si è accesa la lampadina: re-targeting.

Proprio così, adesso vi sveliamo il nostro metodo raccontandovi come abbiamo migliorato nel corso del tempo le nostre attività, ottimizzando il budget, riducendo l’ordine degli investimenti e massimizzando il più possibile i risultati.

Prima di tutto, eseguiamo acquisizione di traffico organica attraverso canali come community, influencer e micro-influencer, per creare il nostro segmento di pubblico profilato. Se promuoviamo un servizio o un prodotto, chiaramente ed esplicitamente, attraverso la voce che il nostro pubblico è abituato ad ascoltare, generiamo performance spontanee, non indotte e senza alcun boost che ne giustifica i volumi. In sostanza, lavorando sul trust trasferito dai nostri Brand Ambassadors, stimoliamo le intenzioni del nostro target.

La nostra piattaforma Rankit traccia, verifica e monitora tutte le azioni eseguite e in diretto collegamento tramite API con le funzionalità messe a disposizione per le integrazioni, andiamo a creare segmenti specifici di pubblico che corrispondono alle azioni che vengono eseguite nel nostro funnel: inizio del processo di acquisto, carrello, completamento dell’acquisto e altre informazioni che configuriamo su misura e in funzione di quelli che sono gli obiettivi.

Questo pubblico lo andiamo poi a stimolare attraverso azioni di re marketing per aumentare la frequenza e ricordare al nostro pubblico di eseguire la nostra call to action.

Il risultato?

  1. Il traffico acquisito è spontaneo e quindi sicuramente più interessato al prodotto.

  2. Gli utenti che completano il processo di acquisto possono essere utilizzati per eseguire azioni di look a like e quindi raggiungere nuovi potenziali clienti.

  3. Gli utenti che abbandonano il funnel possono essere re intercettati attraverso le azioni paid. Questi utenti però erano già entrati in contatto con il nostro brand organicamente e rappresentano quindi un pubblico ad alto potenziale.


Se sei interessato ad approfondire l’argomento contattaci a info@mates4digital.com