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Alla fine degli anni ’90 iniziava una rivoluzione che avrebbe modificato il nostro modo di essere, forse inconsapevolmente.
Da allora ci siamo concentrati principalmente sulle funzionalità della Rete e i vantaggi da cui ne derivano.
Come risparmiare per acquistare un prodotto, comunicare più velocemente o studiare attingendo informazioni illimitate. In realtà Internet ha influenzato profondamente anche il comportamento degli esseri umani e il modo di rapportarsi.
Le ricerche della Psicologia delle relazioni, che in parte sostituiscono le vecchie metodologie delle Scienze tradizionali, impongono riflessioni e approfondimenti per mettere a fuoco il ritratto della psicologia umana online.
Gli studi sono sempre più frequenti per cercare di definire e profilare i nostri atteggiamenti ed interazioni, ma gli ambienti in Rete sono in continua evoluzione per la velocità con cui si producono nuovi mezzi annessi al contesto Digitale, impedendo una netta e definitiva elaborazione dei dati per circoscrivere il perimetro della nostra psiche durante la navigazione e conseguentemente anche nel contesto sociale.
La Storia riporta indicazioni precise sul tempo impiegato per evolversi e prendere coscienza e confidenza con i nuovi atteggiamenti dell’essere umano, migliaia di anni di interazioni fisiche, faccia a faccia.
La velocità e la mancanza di contatto fisico creata dalla Rete rappresentano indicatori importanti per comprendere lo stato di magma psicologico attuale.
Pochi decenni per somatizzare con estrema velocità e discontinuità nuovi comportamenti su larga scala e con mezzi tecnologici in continua evoluzione.

La potenza dell’anonimato e il peso dell’incertezza


Nickname, schermi e strumenti di comunicazione basati su testi e immagini possono modificare la percezione della nostra identità.
Cambiano gli equilibri e le personalità vengono costruite o filtrate in base alla nostra Audience.
L’insicuro può recitare il copione del forte e l’aggressivo quello del romantico, a secondo del nostro interlocutore e con la possibilità di scalare la nostra audience esponenzialmente.
Il nostro sistema celebrale ci porta ad assorbire gli stimoli degli ambienti in cui viviamo, influenzando inconsciamente anche la personalità più strutturata.
Siamo influenzati dalle caratteristiche della rete e di conseguenza assumiamo atteggiamenti spesso potenziati di noi stessi, proiettando sui nostri interlocutori caratteristiche positive, condizione borderline tra recita e realtà.
La rete rappresenta un motore di innovazione tecnologica e connessione umana, ma al tempo stesso di incertezza a causa della percezione dell’anonimato e di assenza di risposte “fisiche”.

Il pericolo dell’assenza fisica e la concentrazione su sé stessi


L’assenza di risposte immediate durante un dialogo e di espressioni fisiche possono rappresentare l’innesco del pericolo.
L’espressività del volto, il tono o la frequenza della voce, la gestualità e gli occhi rappresentano la struttura di una determinata personalità umana e in assenza di questi feedback l’ambiente della Rete può indurci a sbagliare portandoci ad accessi di fiducia e disinibizione, anche tramite la semplice condivisione di informazioni personali.
Il pericolo è la concentrazione su sé stessi, palcoscenici in cui sempre più spesso attori patologici narcisistici impostano monologhi sulle loro attività e modo di essere, condizione che potrebbe impedire anche la comprensione di chi è il nostro interlocutore.

La dipendenza da connessione


Collateral Effect, la dipendenza dell’essere sempre connessi.
Non vi è alcun dubbio sui benefici e le ragioni che spingono le persone ad una connessione sistematica in Rete, quello che invece ci si potrebbe chiedere è se un ampio uso di Internet non stia forse portando a risultati contrari per il lavoro, la famiglia, o la nostra vita sociale.
Il timore di essere estromessi dal Sistema e dal Network è più forte da farci dimenticare le nostre priorità?
Da una semplice scadenza a trascurare le relazioni?
I Social Network portano le persone a sentirsi più connesse o in realtà sono più isolate?