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I pericoli in Rete e come evitarli
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I pericoli in Rete e come evitarli
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LinkedIn, come lo usano le aziende
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In questo articolo non citiamo LIDL
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Un utilizzo superficiale dei Social Media può generare conseguenze negative, ledere le persone sia in ambito giudiziario che finanziario, ma è soprattutto la sfera emotiva che spesso viene danneggiata.
Non esistono distinzioni di età, siamo tutti esposti ai pericoli in Rete, e sempre più spesso anche le Aziende o enti ripercorrono gli stessi errori con le medesime conseguenze.

La popolarità ha sempre conseguenze dannose in assenza di prevenzione e la densità degli ambienti social, che rappresentano quasi un terzo della popolazione mondiale, innescano sempre più spesso attività fraudolente.
Termini come black hat (hacker) o cyber criminali erano sconosciuti fino a qualche anno fa, oggi invece rappresentano figure criminali ad ampia riconoscibilità per la popolazione.

È cambiato l’ambiente e l’approccio criminale, che richiede competenze tecniche evolute, ma il fine è lo stesso.
Potremo simbolicamente rappresentare i Social network ad un evento per strada che aggrega un’infinità di persone, un contesto che amplifica esponenzialmente il pericolo di essere derubati.

L’informazione è la migliore prevenzione


Navigare in rete significa lasciare tracce.

Anche la condivisone di semplici informazioni della nostra vita personale rappresentano un’impronta significativa che si traduce in dati forniti alle grandi aziende della Silicon Valley.
Solo dopo gli ultimi avvenimenti e con l’entrata in vigore della RGPD, gli utenti hanno iniziato a comprendere l’importanza della condivisone del dato, percependo però il problema più come un fastidio che una minaccia, e in parte alcuni di loro apprezzano anche la rielaborazione dei dati personali per fini pubblicitari, per rendere la ricerca dei beni di consumo più semplice.

Ma la pubblicità personalizzata non rappresenta il vero problema, lo è quando i Social Engineering manipolano i dati per appropriarsi di informazioni sensibili e violare la privacy degli utenti, come nel caso del baiting, attività ingannevole volta a rubare i dati di login della posta elettronica.

Altri attacchi, come il phishing, basano la loro efficacia sulla paura e fiducia che la persona ripone nelle autorità.
E-mail di phishing presentano testi e forme ispirate spesso a Banche o Società note e i collegamenti web assomigliano a quelli delle istituzioni di cui dicono di fare parte.

L’obiettivo è appropriarsi dei dati della vittima per poi inviarli ai cyber criminali.
L’utilizzo di Antivirus, antispyware e soprattutto l’attenzione a non scaricare software da fonti poco attendibili, rappresentano il primo passo per tutelarsi da questi attacchi.

La felicità Effimera


Tra le insidie a cui non pensiamo, spicca la dipendenza dai Social Network , il primo fattore sottovalutato che altera il nostro atteggiamento, trasformando semplici abitudini in comportamenti che sfociano in condizioni patologiche.
La ricerca dell’autostima e l’identificazione amplificano un utilizzo compulsivo dei Social e apparenti interazioni tramite semplici like o commenti possono celare insidie pericolose per la mente umana, atteggiamenti che possono incidere nella nostra crescita, a qualsiasi età e non solo per i più giovani.

È l’effetto endorfina indotta, il piacere di ricevere un consenso tramite un post può essere paragonabile all’euforia della dipendenza dal gioco, dalle droghe, etc.
Ma cosa accade se siamo impossibilitati di accedere ai nostri profili? Sul luogo del lavoro, a scuola o in condizioni che ci privano dell’utilizzo dello Smartphone?

Gli studi della psicanalisi conducono sempre agli stessi risultati: Apatia, smarrimento e sensazione di perdita, come se la realtà esterna risultasse estranea al nostro modo di essere, perdendo così di ogni attrattiva.

La realtà traslata in Digitale e le conseguenze della condivisione dei dati


Happy slapping e stalking sono modelli di Cyber Bullismo, atteggiamenti discriminatori ed umilianti di un gruppo nei confronti di una persona.
È la connessione tra mondo reale e digitale in cui vengono esercitati atteggiamenti violenti, rivolti spesso ai più giovani e tra studenti.

Come possiamo evitarli? Con semplici azioni.
Il dialogo ed evitando la condivisione di informazioni personali
La comunicazione con amici e familiari rappresentano la prima tutela e deterrente, ma allo stesso tempo è essenziale la conoscenza dello strumento che utilizziamo, le funzionalità degli account e la tecnologia che offre delle barriere per evitare di amplificare il problema.

Per evitare o limitare la condivisone di dati è fondamentale conoscere le impostazioni sulla privacy del nostro account, perché i dati personali, se resi pubblici, rappresentano l’accesso e la prima fonte da cui attingere per danneggiare la nostra identità.

Foto pubbliche visibili, dati personali sulla persona, programmazione di appuntamenti con il luogo di destinazione, sono solo alcune delle azioni da evitare, semplici ma fondamentali.