Advocate è Native Advertising

Advocate è Native Advertising

NATIVE ADVERTISING

Il Native advertising fa riferimento ad annunci a pagamento coerenti con il contenuto della pagina, con il design e il comportamento della piattaforma in cui sono ospitati, in modo che l’utente li percepisca semplicemente come parte di essa” (IAB, “Native Advertising Playbook”, 2013)

Guida Michelin

Siamo nel 1900 e Michelin realizza la celeberrima guida in accompagnamento all’acquisto dei suoi pneumatici.
La guida, in una prima versione, contiene informazioni utili per la manutenzione dell’auto e una lista di luoghi dove il guidatore possa fermarsi per visitare qualcosa o per riposare.

 

Buzzfeed

Buzzfeed, letto da 79 M. di persone al mese, è un caso eclatatante di monetizzazione sui generis.
Si differenzia da tutti gli altri editori in quanto al suo interno non è presente nessuna forma di ADV tradizionale. L’unica fonte di sostentamento è il Native Advertising che nel 2015 ha registrato un fatturato di 170 M. $.

E l’Advocate?

Mitch Joel, giornalista e pubblicista, presidente dell’agenzia di comunicazione digitale pluripremiata “Twist Image”, dichiara sull’Harvard Business Review che il Native Advertising non consente una distinzione tra contenuto e contenitore.

Perchè si parli di pubblicità nativa è necessario che siano ‘nativi’ sia l’aspetto grafico che il contenuto.

È in questo scenario che l’advocate marketing si attesta nel ventaglio dei formati pubblicitari nativi.

Un advocate che opera sui propri canali online (blog, profili e pagine social, community) diffonde un messaggio che presenta sempre le due caratteristiche imprescindibili del native advertising: correlazione al contenuto e integrazione al mezzo.

Valore, trasparenza e rilevanza del contenuto per il target di destinazione sono massimizzati e la probabilità che l’utente fruisca del contenuto senza recepire il messaggio pubblicitario è pari a zero.

No Comments
Post a Comment